Venezia, 11 set. (askanews) - Sono passati 27 anni dall'uscita di "Garage Olimpo", il film con cui Marco Bechis mostrava i crimini compiuti dalla dittatura militare argentina, e all'83esima Mostra del Cinema di Venezia il regista ha portato "Ritorno a Buenos Aires". Ambientato nel 2008, il film mostra cosa voglia dire per un sopravvissuto a sequestri e torture tornare in quel Paese per testimoniare al processo contro gli ex militari. Il protagonista è un uomo interpretato da Adriano Giannini che nel suo ritorno a Buenos Aires, dopo 33 anni vissuti in Italia, deve confrontarsi con cosa voglia dire essere rimasto vivo. Il regista ha spiegato: "Non è facile, non tutti i sopravvissuti riescono a diventare testimoni, non hanno il coraggio di farlo, esporsi anche di fronte ai propri carnefici, che sono stati arrestati e in giudizio. E la cosa che mi ha spinto è più un legame con l'attualità: oggi quanti sono i sopravvissuti a Gaza che non possono fare i testimoni perché non ci sono tribunali che li ascoltino? Oggi siamo circondati da guerre, con un sacco di sopravvissuti a quelle guerre, a quelle catastrofi, e nessuno che li ascolta". Lo stesso Bechis a 22 anni fu sequestrato dalla polizia argentina, nel 2010 è tornato a Buenos Aires per testimoniare contro i militari. Oggi, rispetto al Presidente Milei e alla diffusione delle nuove autocrazie, ha affermato: "Credo che siano dei fenomeni social, se Milei è stato eletto è perché i 20enni, trasversalmente, dai più ricchi ai più poveri, hanno votato trasversalmente per un fenomeno social. Se rimaniamo rinchiusi nel non volere gli altri finiremo per essere una dittatura, l'Europa sarà una dittatura".