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La Corte d’Appello civile di Milano conferma lo stop all’attività produttiva dell’area a caldo di Taranto. L'indotto costretto a far ripartire i tagli. Sindacati sulle barricate, il governo riconvoca tutti al tavolo per martedì 15 settembre, non c'è però al momento un piano per uscire dalla crisi
Non è che ci fossero tanti dubbi su come poteva andare a finire. Come era ampiamente prevedibile, la Corte d’Appello civile di Milano ha confermato lo stop all’attività produttiva dell’area a caldo dell’ex-Ilva di Taranto, respingendo la richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia, Acciaierie d’Italia Holding e Ilva in amministrazione straordinaria. Dunque, i magistrati hanno dato ragione ai cittadini che hanno a suo tempo promosso l’azione collettiva per ottenere l’eliminazione dell’esposizione al rischio derivante dalle emissioni degli impianti, a tutela della salute individuale e collettiva e della tranquillità di vita.











