| 11 Settembre 2026 14:04 |
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(Adnkronos) – La Corte di Appello di Milano bis (sezione specializzata in materia d’impresa) ha rigettato la richiesta di sospensiva, avanzata da Ilva e Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, del decreto emesso il 27 luglio scorso sulla chiusura dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto.
In quella occasione la Corte d’Appello aveva fissato in 90 giorni (quindi a fine ottobre, intorno al 25) per l’esecuzione del decreto. Adi e Ilva hanno presentato anche ricorso alla Corte di Cassazione ma quest’ultima prevede tempi troppo lunghi per la sentenza. E, quindi, contestualmente, hanno avanzato il ricorso, ex articolo 373 codice procedura civile, alla stessa Corte di Appello del capoluogo lombardo.
“Li ho informati: i miei assistiti stanno letteralmente piangendo di gioia. Non ci sono altri step cautelari. Questo era l’ultimo”, ha detto al’Adnkronos l’avvocato Ascanio Amenduni, uno dei legali (l’altro è Maurizio Rizzo Striano) degli undici cittadini di Taranto (dieci adulti e un bambino) che avevano presentato l’azione inibitoria sulla quale si è pronunciata prima la Corte di Appello di Milano il 27 luglio scorso e poi oggi la Corte di Appello bis del capoluogo lombardo. Gli avvocati degli undici cittadini tarantini avevano chiesto in una memoria che la richiesta fosse dichiarata inammissibile o che venisse respinta.












