Di: SEIDISERA - Naima Chicherio / pon Lo Yemen è diventato il nuovo fulcro della guerra in Medio Oriente scoppiata in seguito agli attacchi israelo-americani contro l’Iran. Gli Houthi alleati di Teheran con una serie di sorprendenti conquiste territoriali - hanno completato la prese del controllo di Bab el Mandeb. Lo stretto sul Mar Rosso è cruciale per l’esportazione del petrolio che viene dall’Arabia Saudita, Paese che con gli Houthi è in conflitto da anni. Tra gli ultimi e più importanti aggiornamenti - come ha spiegato Naima Chicherio a SEIDISERA - ci sono i nuovi raid aerei dell’Arabia Saudita (oltre 60 in 24 ore), che ha bombardato anche l’aeroporto di Mokha, città strategica sullo stretto di Bab el Mandeb che è appunto stata conquistata giovedì dagli Houthi. Riad - che sostiene l’altro Yemen, quello situato ad est e controllato da un governo riconosciuto a livello internazionale - sta cercando di arrestare l’avanzata dei cosiddetti ribelli, che nelle ultime ore hanno strappato alle forze governative anche altre località sullo stretto come Dhubab o ancora le isole di Mayun e di Hanish. Sono tutte postazioni molto importanti e ci sono immagini di Houthi che si dispiegano lungo la costa, dove potranno, se lo vorranno, lanciare altre operazioni. Combattenti Houthi a SanaakeystoneOltre ad aver ampliato il loro territorio, hanno anche fatto dei prigionieri di diverse nazionalità (non sappiamo ancora quali) e messo le mani su arsenali governativi. Questi sono i primi risultati (i primi successi) di un’offensiva su vasta scala che ha già fatto (secondo fonti locali) centinaia di morti e 20’000 sfollati almeno.Ma cosa rappresenta questa avanzata? Naima Chicherio lo ha chiesto all’analista politico yemenita Seyed Ahmed Abdul Malik.“Non si tratta semplicemente di un progresso geografico. Al contrario, il suo impatto è immenso non solo per la sua posizione dominante sullo stretto di Bab el-Mandeb e sul Mar Rosso. Porterà anche guadagni economici, politici e sociali a lungo termine, specialmente per la città di Mokha data la sua posizione geografica vitale. La sua conquista ha aperto nuove prospettive verso il pieno controllo dello stretto e avrà implicazioni sulla navigazione”. Giovedì avete detto che lo stretto rimarrà aperto. Vale per tutti i Paesi?“La navigazione attraverso Bab el-Mandeb è aperta e sicura per tutti. Lo diciamo da sempre. Quando abbiamo bloccato navi di determinati Paesi, ne sono stati dati i motivi. Era chiaro come operavano. Sfortunatamente, il Governo Houthi di Sanaa è stato dipinto come un governo di pirati che chiude Bab el-Mandeb, prendendo di mira le navi e compromettendo l’economia globale. Questo è completamente falso. Al contrario, è la leadership di Sanaa a mettere maggiormente in sicurezza Bab el-Mandeb”.Quindi lo stretto è aperto ma ci sono delle condizioni per poterlo oltrepassare... Per quanto riguarda l’Iran invece? Gli Houthi hanno ricevuto il supporto militare di Teheran per questa avanzata militare?“Purtroppo non è come dicono media. Lo Yemen è sotto un blocco da anni, e oggi anche la Repubblica Islamica è isolata. Teheran ci ha dato un supporto logistico e informativo, e questo è stato dichiarato dalla leadership Houthi nello Yemen in modo chiaro ed esplicito, e nessuno lo nasconde. Tuttavia, a livello di equipaggiamento militare e simili... non è più possibile introdurre neanche un singolo proiettile nello Yemen”.Occupata la costa yemenita del Mar RossokeystoneLa situazione con l’Arabia Saudita è sempre più tesa. Riad ha firmato di recente un patto di difesa con Pakistan e Turchia. Gli Houthi non temono che il Pakistan possa entrare in guerra al fianco dei sauditi?“L’accordo della Mecca non servirà a nulla. Considerate quanto è successo nello Yemen dal 2015 a oggi. Gli Houthi hanno combattuto contro una coalizione di oltre 17 Paesi che ha colpito lo Yemen e usato tutti gli strumenti che aveva a disposizione per assumere il controllo del Paese. Quella coalizione ha fallito e neppure questo accordo avrà un impatto. Il popolo yemenita è sceso per rompere l’assedio, sollevare la propria sofferenza e prendersi i propri diritti. Mobilitarsi e agire in base ai propri principi è nella natura delle cose”. Parlando di popolazione, la guerra scoppiata nel 2014 ha portato a una situazione molto difficile per i civili. Da quattro anni però c’è una tregua. Pensate che si tornerà ad un conflitto di alta intensità con le forze governative? “Il popolo yemenita sta soffrendo immensamente e la leadership di Sanaa è scesa in campo proprio per sollevare la sofferenza di questo popolo... per far tornare gli sfollati nelle loro città, ma anche per far sì che possano ricevere i loro stipendi. Gli Houthi si stanno muovendo efficacemente in questa direzione. Hanno provato a discutere con l’altra parte... con l’altro Yemen... sono stati consegnati messaggi e richieste e questo non ha funzionato. Ecco perché hanno fatto ricorso alla soluzione militare. E, se Dio vorrà, nei prossimi giorni e mesi assisteremo a una svolta nell’interesse del popolo yemenita, sia nel nord che nel sud, senza distinzioni e lo Yemen rimarrà unito e felice come lo è stato in passato”.
Houthi, “l’avanzata ha un impatto immenso” - RSI
Lo stretto di Bab el Mandeb rimarrà aperto per tutti, assicura alla RSI l’analista yemenita Seyed Ahmed Abdul Malik












