I prossimi anni saranno decisivi per chiarire quale direzione prenderà il villaggio globale

Leonardo Dini

Powered by

La crisi che prosegue da 4 anni e mezzo in Ucraina si sta gradualmente complicando per il duplice problema degli attacchi incrociati alle fonti energetiche e alle zone residenziali, spesso contigue a obiettivi delle Capitali. Non a caso, è stato scelto nel luglio 2026, per il ruolo di nuovo premier ucraino, recentemente, Serhiy Koretskyi, amministratore delegato di Naftogaz, la maggiore compagnia energetica pubblica ucraina. Proprio a inizio di settembre, intanto, in sostegno del prossimo difficile inverno energetico ucraino, il Ministero dell’Economia e dell’Energia tedesco ha stanziato 250 milioni di euro per riparare i danni emergenti al sistema ucraino.

Mentre sherpa, cancellerie e diplomazie si affannano in una trattativa multilaterale complessa e dalle numerose incognite, Europa, Russia e Nato rafforzano i rispettivi sistemi difensivi e offensivi in una situazione di guerra ibrida che Lavrov ha definito pochi giorni fa di guerra vera con la Germania, a seguito del caso delle incursioni di sabotaggio russe a Lipsia. La Norvegia, a sua volta, si trova di fronte a minacce concrete russe di ritorsioni tecnico-militari, avendo schierato a difesa del suo territorio e della zona Nato missili Tomahawk americani e ingenti forze di artiglieria verso la direzione dei confini russi. La Finlandia ha avuto un mese fa un confronto simile con i russi, per ragioni analoghe.