La partita geopolitica è appena cominciata e già rischia di riscrivere l’Europa. Kiev e Bruxelles puntano dritte al 1° gennaio 2027: l’Ucraina dentro l’Unione, costi quel che costi. Anche a forza di cambiare le regole in corsa, con modifiche ai trattati e una membership light, un’adesione alleggerita per accelerare i tempi. Ma c’è un dettaglio che dettaglio non è: la clausola di mutua difesa. Tradotto, se Mosca attacca, l'Europa risponde.
Secondo Politico, il piano si articola in cinque passaggi. Due servono a Volodymyr Zelensky per blindare il consenso interno, tre per neutralizzare Viktor Orbán. Il presidente ucraino è chiarissimo: "L’adesione all’Ue entro il 2027 non è negoziabile: è l’ancora per qualsiasi accordo di pace che il nostro popolo possa accettare, soprattutto se si parla di territori".
RUSSIA-UCRAINA, TAM TAM IMPAZZITO: "QUANDO ARRIVA LA PACE"
Non si può parlare di un ultimatum. Ma di una scadenza sì. Sarebbe quella che gli Stati Uniti avrebbero fi...
La data diventerebbe la leva per un cessate il fuoco e perfino per un referendum sulle terre contese. Ma c’è l’ostacolo Budapest. Orbán non arretra: "Non permetterò mai l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue finché è in guerra e ci trascina nell’orbita della Nato. È una questione di sovranità ungherese". Bruxelles valuta il da farsi: mediazione politica dopo le elezioni ungheresi di aprile o scontro frontale. Ed ecco il terzo passaggio: gli Stati Uniti.






