Dopo 35 anni a Vico Equense, Gennaro Esposito trasferisce La Torre del Saracino negli spazi del Bellevue Syrene di Sorrento. Il primo servizio sarà il 17 settembre, mentre nella sede storica nascerà un nuovo progetto: CaporivoDopo 35 anni a Vico Equense, Gennaro Esposito trasferisce La Torre del Saracino negli spazi del Bellevue Syrene di Sorrento. Il primo servizio sarà il 17 settembre, mentre nella sede storica nascerà un nuovo progetto: Caporivo«I cambiamenti sono figli di un bisogno di mettersi in discussione, di confrontarsi con altri scenari e sfide più complesse». Gennaro Esposito, classe 1970, nasce e cresce a Vico Equense, alle porte della Costiera Sorrentina, ed è proprio lì che oggi innesta un passaggio destinato a cambiare uno dei pilastri più riconosciuti del panorama gastronomico italiano. La Torre del Saracino si trasferisce negli spazi dell’Hotel Bellevue Syrene di Sorrento: «Sono sempre stato inquieto, però i cambiamenti non sono qualcosa che rinnegano quello che hai fatto fino a quel momento». E già da giovanissimo è l’incontro con Gianfranco Vissani a stimolare nello chef quell’enorme bisogno di sperimentare un nuovo modo di guardare alla cucina. Un’inquietudine che, in trentacinque anni di Torre del Saracino, non si è mai realmente placata.Perché il cambiamento, nella visione di Esposito, non coincide con la ricerca spasmodica del nuovo né con il bisogno di cancellare quanto fatto prima. È un modo per sottoporre continuamente la propria anima a una riflessione continua. «Non siamo mai stati fermi. Abbiamo attraversato numerose evoluzioni e tutt’ora il nostro è un ristorante dove il menu non è mai statico». Il punto fermo rimane, però, il territorio. Prodotti, produttori, memoria e paesaggio hanno costruito negli anni il vocabolario gastronomico di Torre. Un modus operandi che lo chef non intende abbandonare nel passaggio a Sorrento. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è darle uno spazio ancora più ampio: «Vogliamo cominciare a creare un percorso per una visione che è quella di un grande ristorante del Sud». Il primo servizio nella nuova sede è previsto per il 17 settembre. La squadra si sposterà quasi interamente al Bellevue Syrene e, almeno inizialmente, la cucina ripartirà dai suoi punti più solidi. Nessun desiderio di trasformare il trasferimento in una rivoluzione forzata. «Non pensiamo di snaturarsi o di assecondare trend banali o dell’internazionalizzazione del menu. Vogliamo continuare a fare quello che sentiamo giusto». A cambiare sarà semmai il perimetro dell’esperienza. Esposito descrive l’hotel come un vero e proprio hub dell’ospitalità, capace di condividere con Torre la stessa «ossessione» per il comfort e il piacere dell’ospite. L’ingresso, l’architettura sorrentina, gli spazi storici, la terrazza sul mare diventano il preludio del ristorante. E gli ambienti più ampi permetteranno anche di ripensare il servizio, rendendolo più dinamico e coinvolgente. L’obiettivo è lavorare non soltanto sul piatto, ma sul tempo trascorso a tavola, introducendo quella componente di divertimento che spesso l’alta cucina, concentrata sulla propria liturgia, rischia di dimenticare. Ma il passaggio a Sorrento non significa abbandonare Vico Equense. Nella sede storica nascerà Caporivo, nome che deriva da quello con cui la torre è indicata sulle mappe e che conserva, già nella scelta lessicale, il senso di appartenenza al luogo. Qui, Esposito vuole lavorare su un’idea apparentemente più semplice, e proprio per questo meno scontata: riportare la grande cucina tradizionale dentro un contesto di ricerca, bellezza e servizio. «Voglio sfatare il luogo comune per cui se uno desidera mangiare uno spaghetto alle vongole o una zuppa di pesce debba per forza trovarsi in un contesto folkloristico o più semplice». Un ristorante in cui scegliere i grandi classici, bere una bottiglia ricercata e affidarsi a un servizio accurato senza trasformare la tradizione in un manifesto. La paura del cambiamento esiste. «Non è un gioco da ragazzi». Ma dopo trentacinque anni sembra interessargli ancora di più ciò che può accadere mettendo in discussione le certezze. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp