È bastato lasciare Anthropic e lanciare un allarme sui rischi dell’intelligenza artificiale perché Jacob Coxon diventasse, nel giro di poche ore, uno dei bersagli della destra americana. Ventisette anni, britannico, matematico formatosi a Cambridge, Coxon ha lavorato prima a OpenAI e poi, da maggio, ad Anthropic, occupandosi del pretraining dei nuovi modelli. Martedì ha annunciato le sue dimissioni e l’addio all’industria dell’AI, sostenendo che le aziende del settore stiano di fatto “scommettendo con le nostre vite”.

Come racconta il Washington Post, il suo intervento ha acceso immediatamente il dibattito politico sulla regolamentazione della cosiddetta superintelligenza. Ma ha anche scatenato una campagna di sospetti negli ambienti della destra tech e trumpiana, dove Coxon è stato accusato, senza particolari prove, di essere una sorta di “infiltrato” utilizzato per convincere il Congresso a imporre nuove restrizioni all’industria.

A dare ulteriore forza alle accuse è stato Elon Musk. Commentando la vicenda su X, il fondatore di xAI ha scritto che gli sembrava “una messinscena”. Coxon ha risposto pubblicando un selfie: “Sono reale e queste sono davvero le mie convinzioni”. E ha aggiunto, rivolgendosi direttamente a Musk: “Potresti chiederlo ai tuoi ricercatori di xAI, se non li avessi licenziati”.