Un addio che scuote alle fondamenta il settore dell’alta tecnologia e riapre il confronto sui limiti dell’intelligenza artificiale. Jacob Coxon, 27 anni, ricercatore con un passato in OpenAI e da tempo nelle fila di Anthropic, si è dimesso l’8 settembre 2026 lanciando un atto d’accusa: la competizione senza freni tra i principali laboratori globali starebbe spingendo verso una superintelligenza potenzialmente letale entro la fine del decennio. La sua non è una profezia apocalittica con data certa, ma un avvertimento sulla profonda distanza tra i timori espressi dietro le quinte della ricerca e la velocità con cui le stesse aziende continuano la corsa commerciale.
Il gesto di Coxon è particolarmente significativo per il peso dell’azienda coinvolta. Anthropic, fondata nel 2021 da ex dipendenti di OpenAI, ha costruito la propria immagine pubblica sulla sicurezza e sulla mitigazione dei rischi estremi. Pur avendo riconosciuto apertamente che modelli futuri potrebbero produrre conseguenze catastrofiche, la pressione competitiva non avrebbe, secondo Coxon, inciso in modo sostanziale sulla traiettoria di sviluppo. Nel suo messaggio d’addio, il ricercatore ha accusato tanto OpenAI quanto Anthropic di procedere in modo irresponsabile verso sistemi capaci di auto-migliorarsi e di contribuire autonomamente alla progettazione di modelli successivi. Varcare tale soglia, sostiene, equivale a una scommessa sistemica: valutazioni di questa portata non dovrebbero restare confinate alle discussioni private di società a scopo di lucro.










