Millecinquecentottantuno milioni di euro mobilitati, 1.981 edifici del patrimonio residenziale pubblico nazionale che beneficeranno di riqualificazione energetica con coibentazione, pannelli fotovoltaici, infissi nuovi, impianto di pompe di calore, in 311 comuni coinvolti in 33 province e con la Puglia che svetta su tutte le regioni italiane ed è prima nell’elenco unificato con ben 37 progetti, seguita da lontano dalla Lombardia (25 progetti) e dal Lazio (16). Queste le cifre della riqualificazione energetica dell’edilizia popolare finanziata dal Pnrrr-Piano nazionale di ripresa e resilienza (Misura M7 - Investimento 17 del REPowerEU), illustrate ieri durante una conferenza stampa cui hanno partecipato il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, l’amministratore delegato del Gse, il Gestore Servizi Energetici, Vinicio Mose Vigilante e Marco Buttieri, presidente di Federcasa, la realtà che riunisce 84 enti che da più di un secolo costruiscono e gestiscono alloggi di edilizia residenziale pubblica in tutta Italia destinati a famiglie con redditi bassi o in condizioni di fragilità sociale.
«Oltre ogni aspettativa» «I risultati» sulla riqualificazione energetica dell’edilizia popolare «sono decisamente superiori ad ogni nostra aspettativa», ha detto il ministro Foti, spiegando come «si tratta di una misura che è stata pensata in occasione dell’ultima revisione del Pnrr. Era un po’ una scommessa perché non era facile, ma è stato un progetto che ha mobilitato 1,581 miliardi». Infatti, «si è partiti da 1,3 miliardi ma nell’ultima revisione, 2 mesi fa, sono stati messi 200 milioni e si è andati a scorrimento rispetto alla graduatoria». Quindi l’ulteriore fabbisogno «ammonterebbe a 1,7-1,8 miliardi», al netto però di eventuali rinunce.






