Per circa trent’anni il funzionamento della ricerca online ha mantenuto una fisionomia abbastanza stabile. L’utente formulava una domanda, il motore di ricerca esponeva una sequenza di risultati e l’utente cliccava su uno dei link proposti, aprendo un sito di suo interesse specifico. Il potere del motore di ricerca era quindi legato alla capacità di organizzare l’accesso alle informazioni e di distribuire il traffico, ossia di stabilire a quali contenuti e a quali imprese dare maggiore visibilità per orientare l’interesse degli utenti e dei consumatori.L’intelligenza artificiale generativa sta imponendo radicali trasformazioni a questo modello. La novità non si limita all’aggiunta dell’intelligenza artificiale a un motore di ricerca esistente: concerne la funzione stessa della ricerca. La tradizionale modalità di ricerca: domanda, risultati, link, sito web esterno, viene gradualmente affiancata da un nuovo sistema: domanda, risposta, raccomandazione ed eventuale azione. Google stesso definisce tale processo come una “nuova era della Ricerca con l’IA”: nel maggio 2026 ha introdotto nuove funzionalità agentiche integrate nelle modalità di ricerca e ha sottolineato che la nuova barra di ricerca intelligente costituisce uno degli aggiornamenti più significativi degli ultimi 25 anni. Ed è in tale contesto che occorre interpretare anche il recente confronto tra Google e la Commissione europea.Indice degli argomenti