In Corea del Nord, un Paese storicamente associato alla povertà e alle privazioni, stanno comparendo sempre più parchi acquatici, centri commerciali, resort, stazioni sciistiche, palestre e altre strutture per il tempo libero, soprattutto a Pyongyang, la capitale. Lo stato sta vivendo una sorprendente crescita dei consumi e delle attività ricreative, promossa direttamente da Kim Jong Un, il leader supremo del Paese. Ma dietro questa trasformazione, dietro il divertimento, c'è un preciso obiettivo economico e politico.

Controllo dei flussi di denaro Kim vuole incentivare la popolazione a spendere il proprio denaro, ma soprattutto vuole fare in modo che lo spenda attraverso negozi, ristoranti e servizi controllati dallo Stato. In questo modo il governo può recuperare parte della ricchezza che circola nell'economia e ottenere nuove entrate. Secondo gli analisti, Kim sta cercando di costruire un'alternativa statale ai mercati informali, conosciuti come jangmadang. Si tratta di mercati nati dopo la carestia degli anni ’90, quando lo Stato non riusciva più a garantire alla popolazione cibo, farmaci e beni essenziali. Qui i cittadini hanno iniziato a comprare e vendere privatamente prodotti come riso, verdure, carne, vestiti, cosmetici, elettronica e altri beni, spesso importati dalla Cina. Da dove viene la ricchezza Per finanziare questa espansione di lusso e divertimento, secondo i ricercatori sudcoreani, Pyongyang può contare su diverse fonti di entrate, tra cui furti di criptovalute, rapporti economici con la Russia e esportazioni di minerali. L'Istituto per la Strategia di Sicurezza Nazionale di Seul, stima che la Corea del Nord, tra agosto 2023 e dicembre 2025, abbia guadagnato fino a 14,4 miliardi di dollari dal suo coinvolgimento nella guerra tra Russia e Ucraina. Il boom, però, non coinvolge tutta la popolazione allo stesso modo. I nuovi ristoranti, resort e negozi di lusso sono alla portata delle persone più ricche e privilegiate del Paese, mentre la maggior parte dei cittadini continua ad avere un accesso limitato a questi beni. Nonostante Kim Jong Un sta incentivando l'aumento dei pagamenti elettronici per controllare i flussi di denaro, molti nordcoreani continuano a preferire il contante per diffidenza verso i sistemi tracciati dal governo.