L’economia della Corea del Nord sta andando sorprendentemente bene. Non lo sappiamo da dati ufficiali – il regime nordcoreano, notoriamente chiuso, non li pubblica – ma da stime dell’intelligence sudcoreana, che monitora attentamente il paese vicino, oltre che dalle testimonianze di turisti e diplomatici che hanno visitato il paese. Hanno visto nuove infrastrutture, palazzi di recente costruzione e, almeno nella capitale Pyongyang, vari segni di un più diffuso benessere, come smartphone e automobili moderne.
La situazione è così notevole che il Wall Street Journal ha definito la Corea del Nord «la più sorprendente storia di successo economico al mondo». Questa settimana il presidente cinese Xi Jinping andrà a Pyongyang per la sua prima visita di stato in sette anni: anche questo è un segno del rinnovato rispetto internazionale verso il dittatore nordcoreano Kim Jong Un.
I risultati economici nordcoreani non devono essere esagerati: la Corea del Nord rimane uno dei paesi più poveri del mondo. La più recente stima della crescita economica del paese, fatta dall’intelligence sudcoreana e relativa al 2024, è del 3,7 per cento. È un dato molto positivo, ma non eccezionale. Il PIL del paese è minuscolo rispetto non soltanto a quello della Corea del Sud, ma di molti paesi in via di sviluppo.










