I limiti e le delibere anti-affitti brevi già varati dai Comuni, come quello di Firenze, restano blindati. La Commissione europea ha presentato la proposta definitiva del Regolamento Ue sugli affitti brevi, chiarendo che le misure adottate prima della sua entrata in vigore sono esenti dai nuovi criteri e continueranno a seguire le precedenti regole nazionali ed europee senza obbligo di revisione. L’Esecutivo comunitario ha ufficializzato ieri la proposta di Regolamento sulle misure a tutela dell’accessibilità abitativa (Affordable Housing Act), segnando il passaggio dal testo informale a quello ufficiale inviato a Parlamento e Consiglio dell'Unione europea.
Il quadro comune europeo e le zone sotto stress abitativo
Il provvedimento definisce per la prima volta un quadro comune europeo per giustificare e valutare le restrizioni al mercato immobiliare residenziale, come appunto i limiti alle locazioni brevi o alla compravendita di immobili diversi dalla prima casa. Il sistema si fonda sull'individuazione delle «zone sotto stress abitativo», che i Comuni e le autorità territoriali dovranno mappare applicando una metodologia basata su dati oggettivi.
Il primo indicatore di screening è il rapporto tra il prezzo medio di una casa residenziale e il reddito disponibile pro capite, calcolato su un arco temporale di 10 anni.











