Brent sopra i 100 dollari e metano al Ttf sopra gli 80 euro a megawattora. A valle della chiusura di Hormuz ci sono i fattori nascosti: la Cina, che aveva finora ridotto le importazioni alleviando la crisi petrolifera, sta tornando sul mercato per comprare barili e rimpolpare le riserve; la Germania invece ha aspettato troppo a riempire i suoi depositi di gas. E ora alimenta ulteriori tensioni sui prezzi

La guerra tra Iran e Stati Uniti e il blocco dello Stretto di Hormuz sono diventati la spiegazione a cui si addebita quasi ogni rialzo dei prezzi energetici. Lo dicono i bollettini quotidiani sul Brent, salito sopra i 100 dollari al barile, ai massimi da quattro mesi, dopo che due missili balistici iraniani hanno mancato una portaerei e un cacciatorpediniere americani e il comando centrale Usa ha colpito in risposta tre petroliere iraniane tra cui una al largo dell’isola di Kharg, principale terminal per l’export di greggio di Teheran.