Nulla di definitivo, al momento. Ma le voci che girano in questi giorni negli ambienti della grande politica raccontano di una specie di braccio di ferro tra l’aspirante candidato alla carica di sindaco di Milano Mario Calabresi e i vertici dei partiti di sinistra in cerca del potenziale successore dell’attuale primo cittadino Giuseppe Sala.
Il nome che si fa con più insistenza è quello di Mario Calabresi, già direttore del quotidiano La Stampa e poi del quotidiano La Repubblica. Giornalista e scrittore di prim’ordine, autore anche dello splendido libro Spingendo la notte più in là, nel quale si racconta la storia di suo padre e di altre vittime del terrorismo. Ma non sappiamo se la sinistra di oggi con la quale dovrebbe candidarsi abbia fatto per intero i conti col passato. E sì, perché il papà di Mario, capo dell’ufficio politico della Questura di Milano, la mattina del 17 maggio 1972 venne barbaramente ucciso a colpi di pistola da un commando di militanti dell'organizzazione di estrema sinistra Lotta Continua.
Tre anni prima, il 12 dicembre 1969, c’era stato l’attentato alla Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana, con 17 morti e 88 feriti, e soltanto per un miracolo non mi trovai coinvolto, perché in quella banca ero entrato verso mezzogiorno, poche ore prima dell’esplosione della maledetta bomba, per incassare un assegno datomi dal giornale col quale collaboravo. Le indagini portarono all’arresto dell’anarchico Giuseppe Pinelli, che nella notte tra il 15 e il 16 dicembre 1969 precipitò da una finestra del quarto piano della Questura, dov’era trattenuto per accertamenti e per circostanze mai chiarite, tanto che il giudice istruttore Gerardo D’Ambrosio archiviò le denunce escludendo sia il suicidio che l’omicidio e motivando la morte come un «malore attivo». Tutto da interpretare!








