di Pietro Senaldisabato 25 luglio 20264' di letturaMario Calabresi può piacere o non piacere. Comunque è un duro e un uomo di coraggio. È anche uno che non è disposto a qualsiasi compromesso. Per questo il passo in avanti che ha fatto l’altra sera verso una sua candidatura a sindaco di Milano per l’area di centrosinistra non è stato accolto favorevolmente da parecchi in zona dem, e parecchi potrebbe suonare come un eufemismo. Tutte le rilevazioni demoscopiche in circolazione lo danno largamente vittorioso su qualsivoglia candidato del centrodestra testato finora, ma questo non basta al Pd locale per farne il proprio campione. Storce il naso l’anima sinistra del partito, che sogna di fare di Milano una sorta di Bologna alla Matteo Lepore.Garba poco anche a parecchi esponenti della squadra dell’attuale sindaco, che da tempo fanno progetti su come garantire continuità alla città e a loro stessi. Quanto al corpaccione mediano del Pd, storce il naso parimenti, perché ritiene inaccettabile che il primo partito meneghino debba sempre consegnare le chiavi per guidare la città a un candidato civico.Mario Calabresi, lo strano tempismo della sua inchiesta«Che l’inchiesta di Will e Chora Media sugli studentati Pnrr esca proprio nei giorni in cui il suo editore v...L’USCITA