di
Lorenzo Nicolao
Alessia Elefante ricostruisce il terrore della rapina subita con Donnarumma. Il fratello dell'imputato insulta e si scaglia contro la polizia
È stato interrotto poco dopo l’inizio della prima udienza il processo a carico dei rapinatori che hanno aggredito il portiere della Nazionale Gianluigi Donnarumma e l’allora fidanzata Alessia Elefante nella loro abitazione parigina della zona residenziale di Avenue Montaigne. La coppia, oggi felicemente sposata e con un figlio, ma ancora traumatizzata, ha scelto di non presenziare e affidare il caso ai legali.
Gli insulti in aula durante il processoNell’aula del sedicesimo tribunale penale della capitale francese non sono mancati momenti di tensione, quando l’uomo sospettato di essere l’ideatore del colpo, Ilyas «Ganito» Kherbouch, ha dato in escandescenze e minacciato polizia e giudici. Incurante del procedimento giudiziario, ha aggredito verbalmente gli agenti mentre si trovava in custodia. Questi ultimi avevano chiesto poco prima al fratello dell’imputato di smettere di comunicare con lui, chiedendogli poi di lasciare la sala.










