Ha ucciso la fidanzata 13enne gettandola dal balcone e gli sono stati scontati altri due anni dalla pena. Aurora Tila è una delle vittime di femminicidio più giovani in Italia e il suo assassino, l’ex fidanzatino all’epoca 15enne, sconterà una pena di 15 anni, invece che 17, per le attenuanti generiche riconosciute dalla Corte d’Appello di Bologna. “La più piccola vittima di femminicidio non è stata considerata”, afferma Morena Corbellini, madre della vittima. “I femminicidi aumenteranno, tanto gli autori sanno che le pene non sono niente. Anche i minorenni uccideranno sempre di più”, incalza la donna che si rivolge alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un intervento.

“L’ho spinta giù, sono stato io”, è stata la confessione che il minorenne ha fatto a luglio e che gli ha permesso la riduzione della pena al termine del processo, iniziato due mesi fa. La Corte, dopo una breve camera di consiglio, è uscita leggendo il dispositivo: 15 anni, con le generiche riconosciute e un giudizio di equivalenza tra attenuanti e aggravanti. Tra l’altro, come denunciato proprio dalla mamma della vittima, l’asssassino avrebbe pubblicato sul suo account Instagram foto e video dal carcere. “Lui sta in galera con il cellulare, scrive alla gente (altre ragazze, ndr) e gli scontano la pena”, ha scritto la sorella della 13enne sui social.