Serena Bortone ha scritto un suo romanzo. Le dirimpettaie. Un libro che nasce da lontano. Da una frase di Gloria Steinem. «Diceva: “Alcune di noi diventano gli uomini che vorrebbero sposare”. Pensai: “Ecco quello che farò, non mi serve nessuno per realizzare ciò che voglio”». Un libro ispirato anche alle amiche di sua madre in cui non mancano ricordi personali.

Una donna indipendente la definisce F. Una donna che a 18 anni entrò in Rai nel progrramma di Mino Dmato. Poi una carriera da inviata e da conduttrice. Inutile elencare i programmi, sono tanti e tutti che la rispecchiano.

Il matrimonio

Una donna che ha deciso di non sposarsi e di non diventare madre. Anzi no, non ha deciso niente, precisa a F. «Non l’ho mai deciso perché credo nel cambiamento, non nelle decisioni eterne. Diciamo che ho sempre percepito che per le donne della generazione che precede la mia avere un marito e fare figli era un destino al quale era difficile sottrarsi. Se il matrimonio è una scelta, niente da ridire. Ma se viene imposto dalla società può diventare una prigione. Il che non esclude che magari a settant’anni incontri qualcuno e decida di sposarmi...».

Forse Serena è rimasta colpita da una delle frasi dell'amica di sua madre.: "Se sbagli la scelta del marito è finita", disse un giorno. "L’idea - racconta ancora al settimanale Femminile - era che una donna dovesse fare il possibile per sposare un "buon partito", qualcuno che le avrebbe garantito una vita agiata, che possibilmente l’avrebbe amata e capita. Ma trovare l’uomo giusto non era affatto scontato. Non volevo che la mia vita dipendesse da un’altra persona, e se c’era il rischio di sbagliare volevo essere io a farlo».