Il 5 novembre del 2024, quasi due anni fa, papa Francesco decise di andare a trovare la storica leader radicale Emma Bonino a casa sua, facendo una sosta mentre tornava dalla Pontificia Università Gregoriana.

Circolò moltissimo la foto che li ritraeva, entrambi anziani e sulla sedia a rotelle, a parlare sul terrazzo di casa di lei. Bonino era tornata a casa da poco dopo un altro ricovero in terapia intensiva all’ospedale Santo Spirito di Roma, sempre per difficoltà respiratorie.

L’incontro tra i due attirò molte attenzioni, dato che era la visita di un papa a una leader che aveva sostenuto praticamente tutte le cause politiche tradizionalmente più avverse alla Chiesa Cattolica: il diritto all’aborto, quello al divorzio, quello al suicidio assistito e all’eutanasia, la legalizzazione della cannabis e poi la rimozione dei divieti sulle adozioni e sulla fecondazione assistita.

(X/EMMA BONINO/ANSA)

Entrambi avevano commentato molto positivamente l’incontro: papa Francesco, di cui era stata l’iniziativa, aveva detto che era andato «benissimo»; Bonino si era detta «molto colpita dalla forza e comprensione» che le aveva dimostrato il papa, che le aveva portato un mazzo di rose e dei cioccolatini e che l’aveva definita, aveva detto, «un esempio di libertà e resistenza».