Con l'aumento delle temperature globali, il permafrost, gli incendi boschivi, le zone umide e le acque dolci iniziano a rilasciare gas serra, che si aggiungono a quelli già emessi dalle attività e dalle infrastrutture umane, contribuendo così all'innalzamento delle temperature globali. Queste emissioni indotte dal riscaldamento globale sono uno dei maggiori punti ciechi nei modelli e nelle politiche climatiche. Il nuovo studio “Projected amplification of global warming by warming-induced greenhouse gas emissions”, pubblicato su Environmental Research Letters da un team di ricercatori dello Spark Climate Solutions, dell'Environmental Defense Fund, del Woodwell Climate Research Center e della Stanford University, fornisce stime più precise dell'entità di questi meccanismi di retroazione.

Alla Spark Climate Solutions ricordano cha «Gli scienziati prevedono da tempo che l'aumento delle temperature potrebbe innescare maggiori emissioni da fonti naturali, il che a sua volta porterebbe a un riscaldamento ancora maggiore. Nel 1986, il leggendario ecologo George Woodwell descrisse questo fenomeno con la frase "il riscaldamento alimenta il riscaldamento"».

il nuovo studio prende in considerazione le emissioni da global warming prodotte da: