Com’è possibile che ai principali trattati sul clima, dal Protocollo di Kyoto all'Accordo di Parigi, siano sfuggiti i “gas serra indiretti”? Da più di 20 anni si parla di anidride carbonica, metano, protossido di azoto e altri gas serra. Ma nessuno ha mai dato il giusto peso a quelli “indiretti”, che insieme agli altri composti fuori dai grandi accordi valgono il 15 per cento dell'aumento delle temperature provocato dalle attività umane (circa 0,3 gradi centigradi), e ne rappresentano la quota maggiore.

È una famiglia di composti meno nota, capace di scaldare il pianeta in modo obliquo, alterando la chimica dell'atmosfera. A descriverla è uno studio comparso recentemente su Science, firmato tra gli altri da Steven Hamburg, capo scienziato dell'Environmental Defense Fund; Rick Duke, ex vice inviato speciale degli Stati Uniti per il clima; Phil Duffy e Ilissa Ocko, rispettivamente capo scienziato e ricercatrice senior di Spark Climate Solutions, insieme a esperti del Clean Air Fund e del Three Cairns Group. L’opinione condivisa è di portare finalmente questi gas sui tavoli di governi e istituzioni che valutano, misurano e gestiscono le emissioni.

Gas serra indiretti: quattro composti finora trascurati