L’intelligenza artificiale si prepara a trasformare radicalmente il sistema giudiziario italiano, portando con sé promesse di efficienza ma anche interrogativi profondi sulla natura stessa della giurisdizione. In questo scenario di epocale transizione algoritmica, i vertici degli uffici giudiziari italiani hanno sollevato questioni di importanza costituzionale attraverso un’istanza pubblica, intitolata “Documento dei dirigenti giudiziari italiani per una valutazione pubblica e condivisa dei decreti attuativi della legge 23 settembre 2025, n. 132, per la sovranità digitale sui dati giudiziari e sugli strumenti di intelligenza artificiale destinati alla giurisdizione, e per la tutela dell’integrità cognitiva della funzione del giurista” del 30 luglio 2026.
Legge AI, perché i magistrati chiedono la valutazione pubblica dei decreti - Agenda Digitale
I dirigenti degli uffici giudiziari chiedono una valutazione pubblica dei decreti sull’intelligenza artificiale, infrastrutture controllate per i dati processuali e strumenti che proteggano l’autonomia dei magistrati. Al centro, formazione, trasparenza e risorse per governare l’innovazione senza delegare la decisione alla macchina
Magistrati italiani chiedono valutazione pubblica dei decreti attuativi della legge 132/2025 su AI e sovranità digitale nei dati giudiziari. Governance dell'AI in ambiti pubblici critici richiede supervisione: sovranità digitale e compliance non possono restare opache.






