Il piano di potenziamento della sanità territoriale promosso dall’ASP di Cosenza rischia di trasformarsi in una coperta troppo corta se la nascita dei nuovi presidi avverrà a discapito delle realtà già in affanno sul territorio. Nel corso del vertice istituzionale organizzato a Cosenza dal Commissario Straordinario Vitaliano De Salazar per illustrare la rete delle 26 Case della Salute e dei 9 Ospedali di Comunità, il sindaco di Trebisacce Franco Mundo ha lanciato un chiaro monito sul pericolo di drenare risorse umane dai reparti storici.Pur accogliendo con favore la visione d’insieme del progetto, il primo cittadino ha posto l’accento sulla sostenibilità reale dei nuovi organici. Il pericolo primario risiede infatti nel tentativo di coprire le turnazioni delle nuove strutture attingendo direttamente da un sistema già al collasso. Mundo ha ribadito che il rilancio dell’assistenza di prossimità non può avvenire attraverso “lo spostamento indiscriminato di personale dai Pronto Soccorso, dagli ospedali o dai servizi territoriali verso le nuove strutture”.

L’ombra del PNRR: contenitori da riempire senza svuotare i presidi operativi

La corsa contro il tempo per rispettare le scadenze e le metriche imposte dai fondi europei del PNRR non deve tradursi in una mera operazione facciata dove a nuove mura corrispondono reparti storici desertificati. Durante il confronto con i vertici dell’Azienda Sanitaria, i direttori di Distretto e i rappresentanti regionali, il primo cittadino ha posto una condizione essenziale: Case e Ospedali di Comunità devono essere dotati di risorse fresche e servizi reali, evitando che le logiche burocratiche finiscano per cannibalizzare l’offerta sanitaria attuale.Il timore diffuso tra le amministrazioni locali è che la necessità formale di tagliare i nastri delle nuove opere pubbliche finisca per creare cattedrali nel deserto a spese dell’assistenza d’emergenza. Il primo cittadino ha sollecitato l’ASP ad adottare un piano di assunzioni autonomo per impedire che “l’esigenza di completare i progetti previsti dal PNRR produca, come effetto indiretto, un depauperamento delle realtà sanitarie già operative”.