di

Andrea Galli

La storica lunga giornata che ha portato all’esordio vittorioso del Como per 4-1 nell’Europa dei grandi contro il Lipsia. L’avvicinamento allo stadio, bandiere, ricordi e ambizioni

D’un blu ardesia il lago, d’un grigio minaccioso il cielo, sei ore prima cessano di volare gli idrovolanti del più antico aeroclub d’Europa, coi suoi meccanici in tuta che sembrano reduci da una sfilata vintage, in tutto quest’insieme già transennato, già vigilato, già svuotato dalle macchine, divieto di sosta era e tale è, i comaschi son previdenti e zelanti, in questa geografia di patrimonio unico, i palazzi del Terragni, la piscina del Mantero, e lo stadio del Greppi, chiaro, geografia razionalista che genera una sindrome di dipendenza negli architetti contemporanei i quali tifano Como. Così da aver la scusa per venirci spesso, da queste parti.

I tifosi vip del Como, da Andrea Vitali a Vierchowod Dice che non verrà, impegnato nella vicina Svizzera, il gran tifoso Andrea Vitali, sommo scrittore interprete dell’umana commedia; sottolinea che non soltanto non sarà giustappunto della partita — Como contro Lipsia, prima giornata di Champions League, finita poi in trionfo per 4-1 —, ma nemmeno potrà poggiare su di una tele oppure radiocronaca, mannaggia. Sta per giungere invece lo Zar, abita verso Cernobbio, Vierchowod Pietro d’anni 67, figlio dell’Ivan soldato dell’Armata rossa, e giovane difensore del Como debuttante in Europa.