Lo stadio di Como si prepara ad ospitare la prima partita di Champions della storia del clubPer il calcio italiano oggi è una giornata da “circoletto rosso”, come amava dire Rino Tommasi per sottolineare un punto spettacolare o un evento memorabile nel tennis. Questa sera, allo stadio Sinigaglia, si scrive un nuovo capitolo della favola Como che contro il Lipsia giocherà la prima partita in Champions League della sua storia.

Il risultato alla fine dei 90’ sarà importante sì ai fini del prosieguo ma già l’esserci, nella competizione europea più prestigiosa, è un evento di una portata inimmaginabile per una società che solo sette anni fa giocava in serie D e nei 15 precedenti era fallita per ben due volte.

È pur vero che a cavallo degli anni Ottanta e Novanta il settore giovanile del Como, guidato dal “guru” Mino Favini, brillava come uno dei vivai più prolifici d’Italia. Dalla cantera lariana sono usciti, tra gli altri, Gianluca Zambrotta, Marco Simone e quell’Andrea Fortunato, stroncato troppo presto da una maledetta leucemia quando già si parlava del possibile erede di Maldini.

Poi il lento declino. L’underdog lariano ora balla sul palcoscenico più ambito d’Europa. Per trovare imprese simili dobbiamo tornare al 1985 con lo scudetto conquistato dal Verona di Osvaldo Bagnoli. Trent’anni dopo, nel 2015, è toccato al Leicester City di Claudio Ranieri fare la storia vincendo la Premier League.