Ci sono posti in tribuna che valgono molto più di una visuale privilegiata sul campo. Posti che non si misurano in metri di distanza dalla linea laterale, né in altezza o comodità. Sono posti che hanno un peso diverso, perché custodiscono una storia.
Giovedì sera, al Sinigaglia, il Como vivrà una notte che fino a pochi anni fa sembrava appartenere soltanto ai sogni: l’esordio in Champions League con i tedeschi del Lipsia davanti al proprio pubblico. Uno scenario impensabile per una squadra che ha attraversato stagioni difficili, categorie diverse e momenti nei quali l’Europa sembrava lontanissima, quasi irraggiungibile.
Lo stadio sarà esaurito. I biglietti sono ormai pochissimi e la febbre per l’appuntamento europeo cresce di ora in ora. Ma, proprio quando ogni tagliando assume un valore enorme, il presidente Mirwan Suwarso e alcuni dirigenti del club hanno scelto di compiere un gesto dal significato speciale: rinunciare ai propri posti per donarli ai tifosi nati nel 1950 o prima.
A coloro che il Como lo hanno seguito quando la Champions League era soltanto un’immagine sul televisore. A chi ha imparato a riconoscere i colori della propria squadra nei campi più lontani e nelle domeniche più complicate. A chi ha continuato a esserci anche quando il sogno europeo sembrava troppo grande persino per essere pronunciato.











