Per Giorgia Meloni giovedì non è stata solo la giornata di una partita cruciale, quella della legge elettorale. Mentre l'opposizione tenta il trappolone sulle preferenze, con la maggioranza che resta compatta, la premier smentisce chi l'accusa di pensare solo alle elezioni dimostrando che la sua agenda resta sempre ancorata alle esigenze del "paese reale". "Aumentare la produzione nazionale" di petrolio e gas "significa ridurre la dipendenza dall'estero, pagare meno, garantire costi più bassi a famiglie e imprese, difendere la sicurezza energetica della nazione, oltre ovviamente a generare maggiori royalty e benefici economici e occupazionali per i territori", spiega Meloni in un video pubblicato sui social dopo il Cdm che ha varato il decreto con "disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali e di infrastrutture e attività energetiche strategiche". Non manca un riferimento polemico alle prevedibili proteste della sinistra e delle associazioni verdi (rosse): "Ai professionisti del No, che già ovviamente annunciano barricate, voglio dire una cosa abbastanza semplice: andremo avanti fino in fondo, perché questo significa essere patrioti e difendere l'interesse nazionale italiano".