Questo è un articolo del nuovo numero de Linkiesta Etc dedicato al tema dei limiti, disponibile in edicole selezionate a Milano e Roma, e negli aeroporti e nelle stazioni di tutta Italia. E ordinabile qui.
Widad e Linda s’incontrano per la prima volta in Slovenia nell’ottobre del 2024. Widad coordina un programma di accoglienza per profughi palestinesi, Linda v’è giunta con la figlia Waad, entrambe sopravvissute a un bombardamento israeliano su Gaza. Waad ha riportato una gravissima lesione vertebrale e necessita cure specialistiche. Widad le accoglie, contribuendo a salvarla. Ricorda la sua ammirazione per quella madre indomita: «L’aria sapeva di disinfettante e pioggia, eppure sorrideva», scrive.
Tra le prime cose che Linda dice alla sua salvatrice, un po’ scherzando e un po’ no, c’è questa: “Secondo me tu sei una spia”. Sembra il finale sospeso del primo episodio di una serie tv, la svolta capace di rendere irresistibile il resto della storia. Linda, la madre in fuga dalla guerra per salvare la figlia, è in realtà un membro di Hamas. Widad, l’attivista che si batte per i diritti umani, è figlia di una donna ebrea, dettaglio che aveva taciuto. Quando Linda lo scopre, esplode in un impeto di rabbia: “Non sarò soddisfatta finché non avrò vendicato ogni morto di Gaza e non avrò ucciso ogni ebreo”.






