Nel memoir in uscita per Feltrinelli, la scrittrice italo-palestinese attraversa mezzo secolo di storia tra due continenti: “Sono nata durante la Prima Intifada: ho capito subito che personale e politico non sono separabili. Ho sofferto il fatto di non sentirmi mai completamente a casa da nessuna parte. Crescendo ho capito che poteva essere anche una ricchezza"

Gli odori di una cucina, un barattolo dello zucchero, le lettere custodite in una scatola rossa, la riscoperta degli oggetti lasciati in una casa di Ramallah dopo anni di assenza. In Tutte le canzoni della pioggia ci riconoscono, in uscita per Feltrinelli, Sabrin Hasbun, autrice italo-palestinese classe 1989, racconta una storia che spazia lungo cinquant’anni e due continenti, testimoniando con straordinaria intensità cosa significhi vivere sotto occupazione.