«Non posso accettare che il ciclo di morte in Medio Oriente sia infinito. Bisogna avere il coraggio di cambiare». Garbato ma risoluto, lo scrittore israeliano David Grossman, 72 anni, domani alle 16.15 presenterà il Meridiano Mondadori che celebra la sua carriera al Salone del libro di Torino. Si tratta della raccolta in due volumi di tutti i suoi scritti: dai romanzi ai reportage letterari, dai racconti per ragazzi agli interventi civili di un intellettuale pacifista che non si è mai arreso di raccontare l’alternativa del dialogo e della convivenza a odio e paura. Coltiva ancora la speranza di un lieto fine in Medio Oriente? «È difficile perché la situazione è disperata. Tra pochi mesi in Israele ci saranno le elezioni anticipate e si riproporrà il bivio degli ultimi dieci anni ovvero se Netanyahu debba continuare a governare. La mia posizione su questo è nota. Più che mai oggi ci sarebbe bisogno di una novità di speranza, eppure questa idea non sembra prevalere. Se ci credessimo tutti questa società malata, israeliana e palestinese, potrebbe trovare un modo di fiorire. Non tutto è perduto, ma bisogna cercare di andare oltre all’animosità».
Salone del libro, Rula Jebreal: "Israele ha ridotto Gaza a una bomba batteriologica"






