La Sardegna può candidarsi a diventare leader in Italia nel settore ittico, dell'acquacoltura e della molluschicoltura. Con il giusto sostegno della politica, valorizzando competenze, risorse ambientali e cultura del cibo, l'Isola potrebbe contribuire a soddisfare il crescente fabbisogno di prodotti ittici che oggi viene coperto in larga parte ricorrendo alle importazioni, con una conseguente pressione sui mari e sulle risorse.

Parte da Olbia il messaggio del Flag Nord Sardegna, che ieri mattina ha inaugurato il press tour “Il mare che lavora. Il mare che accoglie”, alla scoperta delle realtà produttive della costa. Due giornate, da San Teodoro a Stintino (dove il percorso proseguirà oggi) per entrare nei luoghi in cui l'economia blu prende forma ogni giorno, conoscere direttamente pescatori, acquacoltori e operatori della filiera e raccontare una Sardegna costiera nella quale produzione, comunità locali, tutela dell'ambiente e diversificazione economica sono sempre più legate tra loro. La presenza, negli stessi giorni, della prima iniziativa di incontro tra le reti nazionali europee dei Flag, promossa da Famenet, ha creato, inoltre, un collegamento diretto tra la dimensione locale e quella europea, aprendo, così, uno spazio di confronto tra operatori, comunità costiere, stampa e reti che, in diversi Paesi europei, lavorano sullo sviluppo locale partecipativo nel settore della pesca e dell'acquacoltura.