«L’acqua per tutti, sempre. L’energia a basso costo. La valorizzazione dell’agricoltura e della zootecnia, che nei paesi del centro possono frenare lo spopolamento. L’attenzione all’ambiente e il rimboschimento. La continuità territoriale vera per le nostre merci, cioè la possibilità di raggiungere i mercati alle stesse condizioni del resto d’Italia. La formazione dei giovani nei settori dove c’è più bisogno».

La ricetta di Alberto Cellino, eletto ieri presidente regionale di Confindustria, in fondo è semplice: «Non dobbiamo pensare a grandi progetti, quelli che ci sono già, bastano. Ripartiamo dalle piccole cose, concrete e realizzabili, dalle nostre vocazioni, affinché la gente stia nelle zone interne e non scappi, proteggiamo il territorio, e facciamo della Sardegna il Paradiso che Dio ci ha donato».

Nato a Cagliari sessant’anni fa, ultimo di cinque figli – la prima è Maria Rosaria, poi Massimo, Lucina e Giorgio – dal 1994, quando è scomparso il padre Ercole, guida il Gruppo Cellino, una delle principali realtà agroalimentari del Paese, con 800 dipendenti, punto di riferimento lungo l’intera filiera: molitura, produzione di pasta e di prodotti da forno, mangimistica, logistica e grande distribuzione organizzata. Con la realizzazione del polo di Oristano, per concentrare in un unico sito ricevimento, stoccaggio, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei cereali, ha creato la Simec, cuore operativo del Gruppo e uno dei più importanti complessi industriali cerealicoli del Mediterraneo.