Era uno dei titoli più attesi alla 83/a Mostra Internazionale de cinema di Venezia ed è stato all'altezza delle aspettative Naza, il documentario dei premi Oscar Yuval Abraham e Rachel Szor sulla guerra in Palestina che entra nella corsa per il Leone d'oro. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il film rivela con interviste a 24 funzionari e soldati dell'intelligence israeliana, i dettagli dei sistemi alla base dell'uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza.
Video Venezia, 'Naza' e la schiacciante realtà sulla guerra a Gaza
Il film è stato accolto alla proiezione ufficiale da 25 minuti di applausi, un record in questa edizione del festival. In conferenza stampa Abraham spiega che "ci sono tante differenze tra l'Olocausto e quello che succede a Gaza, ma una cosa coerente in questi casi è la questione della responsabilità e della giustizia che è fondamentale per poter andare avanti".
Quello che è certo "è che gli schemi di deumanizzazione sono simili", aggiunge citando Primo Levi. Comunque secondo il regista "il muro della negazione in Israele è molto spesso e resistente per penetrarlo e attraversarlo. Il tema della strage di palestinesi, di cui parliamo nel film, non è proprio sul tavolo per quanto riguarda le imminenti elezioni in Israele".














