Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon bastava il green deal e la direttiva case green. L’ultima follia di Bruxelles si chiama “Affordable Housing Act” e verrà presentata ufficialmente oggi dal commissario europeo per la casa, Dan Jørgensen. Un regolamento che alza il velo sulla ricetta della Commissione von der Leyen in materia di housing e colpisce per l’approccio dirigista, scaricando come sempre sui proprietari l’onere di sopperire alle mancanze delle politiche pubbliche.

Sia chiaro, il tema della penuria di alloggi soprattutto nelle grandi città è reale. La gentrificazione, lo spopolamento dei centri storici, il caro affitti a carico di giovani lavoratori e studenti sono problemi su cui i partiti si giocheranno il consenso nelle prossime elezioni politiche e amministrative. Ma imporre, come fa la bozza di regolamento, limiti agli affitti brevi e addirittura divieti di compravendita nelle città in cui il prezzo medio delle case sia pari o superiore a 8 volte il reddito medio (in pratica gran parte delle città italiane, tutte in conclamata situazione di tensione abitativa) rappresenta il solito atteggiamento miope e semplicistico di chi preferisce guardare il dito perdendo di vista la luna. E di fronte a un tema complesso non conosce altre ricette che imporre paletti e limitazioni nella convinzione che i proprietari siano polli da spennare (si pensi all’Imu italiana) o ricconi da colpevolizzare.