Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiBoccata d’ossigeno per il gruppo vinicolo Zonin. La cantina, ammessa alla composizione negoziata, ha chiesto e ottenuto dal giudice Fabio Gatta del Tribunale delle imprese di Venezia la proroga delle misure protettive del patrimonio da banche e fornitori per 140 giorni, con decorrenza dal due agosto e fino al prossimo 20 dicembre. Il primo provvedimento cautelare era stato disposto dal giudice Carlo Azzolini lo scorso 29 maggio con con la sospensione dei rimborsi e il divieto di escussione delle garanzie ipotecarie e personali. Il magistrato aveva respinto l’istanza di rigetto delle misure protettive presentata da 8 banche, fra cui Intesa Sanpaolo, Bpm, Unicredit, Monte Paschi. Davanti all’obbligo di ripristino dell’operatività creditizia per Zonin, gli istituti avevano scritto che le linee di credito erano state interamente utilizzate.

La proroga delle misure protettive e il calo delle vendite

La proroga accordata non risolve la crisi di Zonin, ma concede più tempo al vertice per sbrogliare la matassa e superare i problemi posti dal calo diffuso dei consumi di vino. Infatti, secondo dati Nielsen, nell’anno terminante a luglio 2026, le vendite di vino nella Gdo sono calate per Zonin del 2,6% a volume e del 2,1% a valore (a 15,5 mln di euro). Dopo il manifestarsi della crisi finanziaria dello scorso aprile e l’uscita del ceo Pietro Mattioni (al vertice per 5 anni e mezzo), Zonin ha scelto la via della composizione negoziata, uno strumento previsto dal codice della crisi d’impresa che ha sostituito la vecchia legge fallimentare. E’ stato nominato un esperto indipendente, Silvia Zenati, che ha il compito di trovare una soluzione stragiudiziale con debitori e fornitori che permetta continuità aziendale.