Un cerambice del faggio (Rosalia alpina), uno degli insetti più minacciati presenti in Italia

Gli insetti stanno sparendo in tutto il mondo, eppure continuano a essere tra gli animali più trascurati quando si parla di conservazione. A lanciare un nuovo appello per proteggerli con maggiore impegno è un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui Federico Morelli dell'Università di Torino, guidato da Shawan Chowdhury della Monash University, che in uno studio pubblicato recentemente su BioScience propone un piano globale per migliorare la conservazione degli insetti, soprattutto nelle regioni tropicali.

Non si tratta di un problema che riguarda soltanto mosche, zanzare o altri animali che spesso consideriamo fastidiosi. Gli insetti sono infatti il gruppo più diversificato del pianeta: si stima che possano esistere tra 14 e 20 milioni di specie diverse, la maggior parte delle quali non è stata ancora descritta dalla scienza. Impollinano oltre l'80% delle piante selvatiche, rappresentano una fonte di cibo per circa il 60% delle specie di uccelli e svolgono un ruolo fondamentale nella decomposizione della materia organica, nel riciclo dei nutrienti e nel corretto funzionamento delle reti alimentari. Perché sappiamo ancora pochissimi sugli insetti Gli insetti sono il gruppo animali più vasto in termini di specie, ma anche uno di quelli meno studiati Eppure sappiamo ancora sorprendentemente poco su di loro. Oltre l'80% delle specie di insetti vive nelle regioni tropicali, dove però si concentrano anche alcune delle maggiori lacune nelle ricerche e nei monitoraggi. Secondo gli autori dello studio, la conservazione della biodiversità è stata infatti costruita soprattutto sulle conoscenze provenienti dalle regioni temperate, che ospitano però solo una piccola parte della diversità globale degli insetti.