Qualcuno salvi gli insetti. Noi, per esempio. Perché il crollo inesorabile delle popolazioni, che investe anche riserve naturali non antropizzate, non è una buona notizia per il pianeta e per le specie che vi dipendono, uccelli in primis. “Non possiamo che definire allarmante il ritmo con il quale registriamo il declino di alcune specie e non c’è dubbio che stiamo esaurendo il tempo a nostra disposizione”, ha sottolineato a Green&Blue la biologa inglese Vicki Hird, già autrice di “Rebugging the planet”.
Meno insetti sul parabrezza, addio biodiversità: cosa ci stiamo perdendo
Tra i fattori alla base del declino di molte specie di insetti la perdita di habitat, il cambiamento climatico, l’inquinamento luminoso e, naturalmente, un uso ancora troppo diffuso di pesticidi.Ma se la loro sopravvivenza dipende, su scala globale, dall’efficacia delle misure che i governi intenderanno mettere in atto per proteggerli dall’estinzione, non mancano le azioni di comprovata efficacia e facilmente realizzabili che ciascuno può realizzare, nel proprio piccolo, a casa o nel piccolo giardino. Del resto, in natura esiste circa 1 milione di specie di insetti descritte scientificamente, l’80% di tutte le specie animali conosciute, ma si stima che il numero reale possa arrivare a tra 5 e 10 milioni. Di qui l’idea, rilanciata dal The Guardian, di un accurato vademecum per chi voglia dare un piccolo o grande contributo alla tutela di un così imponente scrigno di biodiversità.Un esempio?






