di
Laura Cuppini
Il manifesto della stagione 2026, «Tutto questo Niente», affronta l'impatto della pressione sociale sui più giovani, ponendo l'accento sulla distanza tra l'identità reale e quella percepita. Il programma dell'11 e 12 settembre
«Tutto questo Niente»: è bellissimo il titolo scelto per il Paranoia Festival 2026, preso in prestito da un famoso brano di Marracash che comincia con le parole «desideriamo quello che vediamo / e a volte desideriamo solo di essere visti / pensiamo che quello che ci serva sia fuori da noi / mentre quello di cui abbiamo davvero bisogno è invisibile». Nel caso del Festival, il «niente» è la distanza tra identità reale e quella percepita. «In un contesto segnato da un'esposizione mediatica pervasiva, il timore del giudizio diventa un fattore che limita la libertà individuale, costringendo le nuove generazioni a risposte preventive di fronte a sguardi e aspettative esterne» scrivono gli organizzatori, età media 23 anni.
Da fragilità a forza collettivaDopo la tappa di apertura a Bergamo, a maggio, il Festival arriva l'11 e 12 settembre a BASE Milano (via Bergognone 34, Milano), per concludersi con un’ultima tappa a Torino il 13 e 14 novembre. Nato nel 2023 come risposta alla crisi post-pandemica, il Festival è «un movimento culturale nato dal basso che mette al centro il benessere mentale delle nuove generazioni, trasformando la fragilità in una forza collettiva». L'Ordine degli Psicologi della Lombardia è il main partner con cui Paranoia costruisce contenuti e momenti di approfondimento dedicati ai temi della salute mentale.








