Un anno dopo, Giorgia Meloni ricorda Charlie Kirk. Era il 10 settembre 2025 quando l’attivista conservatore americano, appena 31enne, venne assassinato mentre partecipava a uno dei suoi consueti incontri con gli studenti alla Utah Valley University. Kirk era davanti a migliaia di persone e stava rispondendo alle domande del pubblico quando un colpo di fucile esploso dal 22enne Tyler Robinson da un edificio vicino lo raggiunse al collo. Morì poco dopo.A dodici mesi da quell’omicidio, il primo ministro ha affidato ai social il suo ricordo del fondatore di Turning Point, diventato negli anni uno dei volti più riconoscibili della destra americana e uno dei principali punti di riferimento del movimento conservatore tra i giovani: “Un anno fa veniva ucciso Charlie Kirk. Aveva appena 31 anni ed era, ancora una volta, in mezzo ai giovani, in un’università, a fare quello che aveva scelto di fare per tutta la sua vita pubblica: confrontarsi, discutere, difendere le proprie idee”.La leader del governo italiano ricorda soprattutto la cifra dell’attività pubblica di Kirk, costruita nei campus americani attraverso il confronto diretto, spesso acceso, con studenti e avversari politici. “Charlie aveva fatto della fede, della libertà di parola e del confronto la propria cifra”, le sue parole: “Era un cristiano convinto, un marito, un padre, un ragazzo capace di parlare a una generazione intera senza sottrarsi mai al dibattito, anche con chi la pensava in modo opposto. È stato assassinato proprio mentre esercitava quella libertà”.La Meloni insiste quindi sul significato politico e culturale lasciato dalla morte dell’attivista. “A un anno di distanza, il modo migliore per ricordarlo è non lasciare che prevalga l’odio che ha cercato di zittirlo”, aggiunge. E ancora: “Continuare a credere che le idee si affrontano con altre idee, che il dissenso non è un nemico da eliminare e che la fede può essere vissuta senza paura e senza vergogna. Charlie Kirk non c’è più. Ma ciò per cui ha vissuto continua a parlare. E merita di essere ricordato”.Il primo anniversario dell’assassinio è stato ricordato anche al Parlamento europeo. “Un anno senza Charlie Kirk, la voce della libertà” è la scritta comparsa sullo striscione esposto durante il flashmob organizzato all’Eurocamera dai Conservatori e Riformisti europei e da Fratelli d’Italia. All’iniziativa hanno preso parte anche rappresentanti spagnoli, svedesi e polacchi dell’Ecr.“Kirk è stato un esempio di fede e coraggio fino all’ultimo: il suo sacrificio è un monito per l’Unione europea di oggi che deve combattere l’odio e la violenza politica”, le parole del capodelegazione di FdI all’Europarlamento Carlo Fidanza, sottolineando che “è fondamentale confrontarsi nel merito dei contenuti senza sfociare nella violenza e l’odio politico: la morte di Kirk ricorda si possono avere posizioni diverse ma la persona deve essere rispettata fino alla fine”.fdi Sulla stessa linea il co-presidente dei Conservatori e Riformisti europei Nicola Procaccini: “Charli Kirk si approcciava alla discussione politica in modo schietto e democratico, ed è per questo che è stato ucciso da chi non è in grado di sostenere un confronto”. Poi l’affondo: “Quando non si è in grado di tollerare idee diverse dalle proprie, l’unico modo che prevale è quello di mettere a tacere con la violenza”.A chiudere il flashmob è intervenuto anche l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna, che ha allargato il ragionamento al clima politico europeo: “In Occidente e in Europa sono sempre di più le persone che vogliono tappare la bocca ai Conservatori con modalità violente, non è un caso che in questo Parlamento abbiamo già ricordato Sergio Ramelli o l’omicidio di Quentin Deranque in Francia. Lo dico anche per i giovani che si affacciano a Fratelli d’Italia: non ci faremo intimidire e continueremo a portare avanti le nostre idee rispettando quelle degli altri”.