Per la prima volta il Codice della strada disciplinerà anche i ricavi della sosta. Il testo base sul quale le associazioni di settore sono chiamate a esprimersi entro il 13 settembre impedirà finalmente che i proventi della sosta e dei parcheggi a pagamento siano utilizzati dagli enti locali per finalità che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza stradale o con il miglioramento delle infrastrutture viarie.

Se la norma entrerà in vigore (e non è affatto scontato che il debolissimo Stato centrale riesca a respingere le prevedibili pressioni dei potentissimi comuni), i soldi che gli enti proprietari delle strade incasseranno dalla sosta a pagamento dovranno essere interamente utilizzati per tre finalità:

"installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei e loro miglioramento";

"interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale";

"miglioramento della mobilità urbana con particolare riguardo alle persone con disabilità, anche attraverso interventi finalizzati all'accessibilità urbana, alla realizzazione, manutenzione e allo sviluppo tecnologico degli stalli riservati alle persone con disabilità, nonché alle spese di accertamento delle relative violazioni".