Milano, 10 set. (askanews) – Quasi una persona detenuta su tre nelle carceri italiane è straniera. Al 31 luglio 2026 sono 20.293, pari al 31,32% delle presenze riportate nelle tabelle del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale. La loro presenza è più concentrata nelle fasce di età giovani e varia fortemente sul territorio, con percentuali più elevate nelle regioni settentrionali. Dei detenuti stranieri, 17.586 sono cittadini extracomunitari e 2.707 comunitari. Gli uomini sono 19.508 e le donne 785. In termini assoluti è la Lombardia a ospitare il maggior numero di persone straniere, 4.157, seguita dal Lazio con 2.454, dall’Emilia-Romagna con 2.081, dal Piemonte con 1.828, dalla Toscana con 1.628 e dal Veneto con 1.477.

Le differenze territoriali diventano ancora più evidenti considerando l’incidenza della componente straniera tra gli uomini detenuti nelle singole regioni. In Trentino Alto Adige raggiunge il 63,60%, in Liguria il 57,27%, in Valle d’Aosta il 55,84%, in Veneto il 53,03% e in Emilia-Romagna il 52,91%. Le percentuali più basse si registrano invece in Puglia, 10,30%, Campania, 11,68%, Sicilia, 13,90%, Calabria, 15,27%, Basilicata, 16,02%, e Molise, 16,94%. Il profilo per età mostra una presenza straniera particolarmente consistente tra i più giovani. Nella fascia tra 18 e 24 anni si contano 2.147 stranieri e 2.174 italiani; tra 25 e 34 anni sono rispettivamente 6.671 e 8.107. Fra i 18 e i 34 anni, dunque, i detenuti stranieri sono 8.818 e gli italiani 10.281. Con l’aumentare dell’età la distanza cresce: tra 35 e 54 anni gli stranieri sono 10.055, contro 23.463 italiani, mentre dai 55 anni in su sono 1.420, a fronte di 10.754 italiani.