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A inizio settembre la segretaria generale dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO nell’acronimo inglese) Celeste Saulo ha avvertito che il fenomeno climatico chiamato El Niño, iniziato a giugno di quest’anno, sta diventando sempre più intenso, molto più di quanto fosse previsto fino a qualche settimana fa. «Stiamo già assistendo a siccità e a inondazioni e ci aspettiamo che aumentino man mano che El Niño si intensifica», ha detto.

El Niño è il singolo fenomeno che più influenza l’intero sistema climatico globale, e può aumentare il rischio di ondate di calore, alluvioni e siccità; ma è anche un fenomeno molto imprevedibile ed è difficile quindi sapere in anticipo quali e quanto gravi saranno i suoi effetti. Quest’anno, per l’intensità eccezionale che potrebbe avere, si parla informalmente di Super El Niño o El Niño Godzilla.

El Niño è la fase più calda di quella che viene chiamata “El Niño-Oscillazione Meridionale” (ENSO), che è il risultato di un cambiamento dei venti e della temperatura dell’acqua nell’oceano Pacifico tropicale. L’intero fenomeno viene diviso in tre fasi: quella più calda è appunto detta El Niño, poi ce n’è una più fredda (La Niña) e una neutra.