Otto mesi è un tempo molto lungo e allo stesso tempo molto breve. Per noi italiani potrebbe sembrare prematuro, ma per i francesi è il momento perfetto per entrare nel vivo della campagna elettorale. A fine agosto, infatti, nel tempio sacro del tennis, lo stadio Roland Garros, si è tenuto il primo dibattito fra i principali candidati alle elezioni presidenziali 2027 previste per il prossimo 18 aprile e 2 maggio. Davanti agli industriali francesi, che hanno organizzato l’incontro, i sette principali candidati all’Eliseo (quelli preferiti nei sondaggi) si sono incontrati per sfidarsi con dichiarazioni, promesse e programmi elettorali. Sulla terra ocra erano presenti: Marine Le Pen, la leader del partito di estrema destra francese Rassemblement National; Jean-Luc Mélenchon, il leader de La France Insoumise, partito di sinistra radicale; il centrista Édouard Philippe; il social-democratico Raphaël Glucksmann; l’ex premier macronista Gabriel Attal, il presidente della destra tradizionale Bruno Retailleau e la candidata ecologista Marine Tondelier.

Il primo dibattito non contava tutti i candidati che, record in Francia, sono attualmente già 26 (un numero che sembra destinato ad aumentare, essendo alcuni nomi dati per certi, come quello dell’ex presidente socialista François Hollande, o come possibili, come quello dell’ex primo ministro Dominique de Villepin). Dei 26 attuali, 17 provengono dalla sinistra.