Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, insieme a Jordan Bardella, presidente del partitoParigi, 7 settembre 2026 – Come osservava Le Figaro in un articolo del 2 settembre, a otto mesi dalle presidenziali i sondaggi possono ancora prendere abbagli, come dimostra la storia francese dagli anni Ottanta in poi. Eppure, quelli prodotti ormai a getto continuo inevitabilmente influenzano una campagna presidenziale già cominciata. Nello scenario che disegnano, Marine Le Pen è la vincitrice scontata del primo turno. Ma chi sarà lo sfidante di Le Pen al ballottaggio e, soprattutto, sarà in grado di contenderle la presidenza? Per ora i sondaggi indicano soprattutto Édouard Philippe. Leader di Horizons, proveniente dalla destra gollista e primo ministro di Emmanuel Macron dal 2017 al 2020, Philippe è generalmente il meglio piazzato per conquistare il secondo posto ed è anche l’avversario che al ballottaggio riesce ad avvicinarsi maggiormente a Le Pen, che per ora risulta vincente contro ogni contendente.

Ma la pole position di Philippe è tutt’altro che consolidata. Ed è qui che cominciano i problemi. Nello spazio che va dalla sinistra non mélenchoniana alla destra gollista le candidature si moltiplicano. A sinistra ci sono innanzitutto i sette candidati alle primarie del campo socialista e di Place Publique: tra questi Raphaël Glucksmann, il favorito, e il segretario del Ps Olivier Faure. A loro si aggiungono esponenti della sinistra non mélenchoniana che hanno rifiutato di partecipare alle primarie e altri, come l’ex presidente Hollande, che non hanno ancora deciso.