La Regione gioca una partita cruciale per il futuro dei campi, quella della tecnologia applicata all’agricoltura, e lo fa scommettendo su Agrion. Sabato il centro di ricerca regionale inaugura una nuova sede a Vercelli, nella struttura del Crea specializzata sul riso: un tassello in più in una rete che già comprende Manta, Boves, Cravanzana e Carpeneto (Alessandria).
I laboratori a cielo aperto di Manta Nella cascina di Manta, quartier generale di Agrion, il futuro dell’agricoltura si vede già oggi, 10 settembre. Un giovane melo è avvolto da cavi e sensori, come un paziente in ospedale: monitorano la ricchezza e la permeabilità del terreno, l’idratazione, il sistema linfatico della pianta. Poco distante, una coltivazione di mirtilli in vaso è coperta da una serra automatizzata, che cattura energia solare con pannelli e si apre per garantire sempre la luce ottimale. Ci sono droni, mini trattori a guida autonoma, ma anche erbe e fiori pensati per aiutare le api a impollinare le piante da frutto.
Affrontare le nuove crisi climatiche Il ruolo di Agrion, spiega la Regione, è diventato decisivo davanti a sfide sempre più impegnative: i frutteti che soffrono il cambiamento climatico, le nocciole in crisi senza precedenti, i kiwi colpiti dalla moria e spesso costretti all’estirpo. Lo sportello di Vercelli nasce per colmare un vuoto. «Siamo una rete di studio, sperimentazione e trasferimento alle aziende agricole delle conoscenze - spiega il presidente Giacomo Ballari -, attraverso attività di consulenza e assistenza. Facciamo ricerca applicata, finanziata con contributi pubblici: i nostri soci, tra cui la Regione ha un ruolo di primo piano, hanno ravvisato una carenza di ricerca nel settore riso e con questo sportello abbiamo deciso di dare copertura a questa esigenza. Siamo aperti per mettere intorno al tavolo le migliori competenze in una logica di partnership». I vantaggi delle nuove tecnologie I numeri, secondo Agrion, danno la misura del lavoro già svolto: gli atomizzatori intelligenti riducono del 36% l’uso di agrofarmaci, gli impianti di irrigazione smart tagliano del 47% i consumi idrici, robotica e sistemi autonomi abbattono del 40% il fabbisogno di manodopera, mentre nuove formulazioni a rilascio mirato riducono del 35% l’inquinamento. Non scenari futuristici, dunque, ma tecnologie già disponibili o in fase avanzata di sperimentazione nei «laboratori a cielo aperto» del centro, dove ricercatori, università, aziende tecnologiche e organizzazioni professionali lavorano fianco a fianco. Certo, passare dalla sperimentazione all’applicazione su larga scala non è semplice. Servono, investimenti e incentivi. FruitLab 2026 Il 18 e 19 settembre, a Manta, è in programma FruitLab 2026: un’agorà con 50 esperti nazionali e internazionali il primo giorno, dedicata a costruire una strategia dell’innovazione per la frutticoltura, seguita da un tour in campo tra robot umanoidi, droni, sensoristica satellitare e nuove varietà, e da workshop su nocciolo, erbe officinali e tecniche di «evoluzione assistita». Il programma Agri.on Call per le startup A giugno, intanto, Agrion ha selezionato sei startup dell’agritech - da Viso Drones, specializzata in droni per il monitoraggio delle colture, a Droply, per i trattamenti mirati - nell’ambito del programma «Agri.on Call», che apre un laboratorio nei terreni della sede di Manta alle imprese innovative per testare le proprie soluzioni direttamente sul campo, prima del trasferimento alle aziende agricole. L’obiettivo dichiarato è fare del Piemonte uno dei poli europei dell’agritech, capace di attrarre imprese e competenze internazionali.







