Secondo l’Uppsala Conflict Data Program, nel 2025 sono stati conteggiati 65 conflitti armati, il numero più alto dal 1946. Numerose le innovazioni tecnologiche che rivoluzionando il warfare lasciano intravedere come verranno combattute le guerre del futuro. Chi però pensa che i droni impiegati da Russia e Ucraina rappresentino il massimo dello stato dell’arte in materia di tecnologia bellica non sta però prestando sufficiente attenzione a quanto avviene ad Oriente, dove ricercatori e generali della Repubblica Popolare Cinese studiano come ridurre il più possibile il fattore umano nei conflitti.Ad agosto, durante i Giochi mondiali dei robot umanoidi, Pechino ha avuto modo di mostrare i progressi in materia. I cyborg esibiti dal Paese erede del Celeste Impero hanno compiuto salti e ballato ma appena due giorni dopo la conclusione della manifestazione, il quotidiano dell’Esercito Popolare di Liberazione ha esortato i ricercatori cinesi ad accelerare il trasferimento delle tecnologie dai laboratori ai campi di addestramento militare per mettere in piedi, di fatto, un esercito di combattenti robotici. Stando a quanto riferito dalla Reuters, che ha dedicato un lungo approfondimento sul tema, l’apparato di difesa della Cina sta accelerando la ricerca sugli usi militari degli umanoidi e la pianificazione del loro eventuale impiego in battaglia. Un lavoro che ha preso slancio tra il 2025 e il 2026 mentre Pechino detiene già un predominio commerciale nelle spedizioni globali di robot umanoidi. L’agenzia britannica precisa di non aver trovato prove che il gigante asiatico abbia schierato cyborg nel suo esercito e sottolinea che i robot presentano un alto consumo energetico e siano inaffidabili al di fuori di dimostrazioni controllate. Le preoccupazioni, però, rimangono.Il Paese del Dragone, che non commenta l’inchiesta della Reuters, ha infatti già una visione per l’impiego di cyborg nella guerra urbana. Sei robot da combattimento - umanoidi, cani robot o veicoli senza pilota - verrebbero suddivisi tra due squadre d’assalto. Lavorando assieme alle truppe “regolari” di terra, i robot ripulirebbero un edificio occupato dal nemico. Piano per piano e stanza per stanza, si legge nell’inchiesta che riporta come lo scenario in questione sia contenuto in un documento dell’anno scorso redatto da ricercatori dell’Università nazionale di Tecnologia della Difesa (Nudt), il principale polo di ricerca dell’esercito cinese. In tale studio non vengono precisate le regole d’ingaggio né le armi che avrebbero trasportato i robot né come avrebbero gestito gli incontri con i civili. Robot quadrupedi, cingolati o su ruote - più economici e facili da impiegare su larga scala - potrebbero invece essere schierati per missioni di ricognizione o logistica più semplici.In un articolo del luglio 2025 pubblicato dal quotidiano delle forze armate di Pechino si sostiene che le missioni degli umanoidi potrebbero evolversi “dal supporto al combattimento al combattimento primario”. Nello stesso articolo si discuteva di come i robot potrebbero essere autorizzati a sparare su un bersaglio vivente verificato da un essere umano. Un altro possibile utilizzo dei cyborg è stato al centro di una competizione universitaria del giugno 2025, la quale prevedeva una prova simulante l’infiltrazione di robot dietro le linee nemiche. Una simulazione descritta dall’università di ricerca militare come un banco di prova per un eventuale “impiego sul campo di battaglia”. E non in pochi pensano che i progressi dei cyborg cinesi potrebbero presto trovare applicazione in una sempre più temuta guerra per il controllo dell’isola di Taiwan.