Festa dell'Unità, la carta 'segreta'
Primo mese a 1 €
Conerobus spera in tempi migliori
Il Consiglio d’Amministrazione di Conerobus torna a riunirsi e mette in cima all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo del 2025. Non è ancora chiaro, tuttavia, l’esito di tale chiusura, rinviata un mese fa a causa del mancato indennizzo da parte del governo della quota parte necessaria per chiudere il cerchio. Parliamo di una cifra che si aggira tra i 6-700mila euro che, in caso di effettivo accredito, consentirebbe alla principale aziende del Trasporto pubblico locale delle Marche di chiudere addirittura in utile, lieve, ma pur sempre utile; siamo nell’ordine di poche decine di migliaia di euro, poca cosa si dirà, ma guardando all’esercizio precedente, ossia quello del 2024, quando Conerobus chiuse con un buco di bilancio di 1,6 milioni di euro, il bicchiere attuale appare davvero mezzo pieno. Sarà questo il tema principale sul tavolo, ma verranno analizzati anche altri aspetti, come ad esempio lo stato dei rapporti tra azienda e lavoratori attraverso le rappresentanze sindacali unitarie. Eppure i temi più delicati per il futuro di Conerobus sono altri, da una parte la trattativa con le banche per l’accordo sul debito e soprattutto la risposta dei soci privati locali e già interni con il 24% delle quote attuali alla ricapitalizzazione dell’azienda in vista della gara sul trasporto pubblico del 2027. Chiudere il bilancio dell’anno passato, specialmente se in utile, sarebbe un primo, importante segnale e un’iniezione di fiducia per le banche e per il futuro societario. L’accordo finanziario con gli istituti e con i creditori è in una fase di stallo, ma entro settembre potrebbe sbloccarsi. Lo stesso si pensava accadesse per la ricapitalizzazione, con tempi dettati dall’agenda e una risposta attesa entro il 30 prossimo venturo; molto probabilmente la risposta potrebbe arrivare a ottobre. Il passaggio è cruciale e in caso di ritiro dal progetto di ricapitalizzazione fino a un massimo del 49% delle quote societarie, con un investimento di almeno 2-3 milioni di euro (i soci di maggioranza, Comune e Provincia, chiedevano 4+1), si aprirebbero le porte alla gara nazionale e internazionale, con tutte le incognite del caso. Uno dei motivi di ripensamento potrebbe essere l’impatto che sta avendo su tutte le aziende del Tpl l’inarrestabile aumento del costo dei carburanti. Senza la guerra di Trump all’Iran il bilancio 2026 di Conerobus era diretto verso un utile molto importante.






