HomeEsteriElezioni, la lezione tedesca: il proporzionale puro non frena le ali estremeIl metodo ha funzionato finché i partiti eletti al Bundestag erano coalizzabili, ma senza ballottaggio o governi tecnici la crisi fa crescere le forze antisistemaLars Klingbeil e Friedrich MerzRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 10 settembre 2026 – Abbiamo letto varie analisi sul voto della Sassonia-Anhalt, sulle varie cause del voto. Va però aggiunta una domanda: le regole istituzionali ed elettorali hanno comunque inciso? Sono state elemento di freno o di acceleratore? Il sistema tedesco ha funzionato bene finché tutti i partiti che entravano al Bundestag erano coalizzabili e Cdu e Spd garantivano un’alternanza tra centro-destra e centro-sinistra.

Le forze politiche estreme erano proibite grazie a un’interpretazione draconiana dell’articolo 21 della Costituzione che in origine fece escludere sia nazisti sia comunisti: quel divieto pesava molto di più dello sbarramento anti-frammentazione del 5 per cento perché erano possibili solo alleanze omogenee ed alternative. Stabilizzatasi la democrazia e avvenuta la riunificazione, l’interpretazione dell’articolo è divenuta più moderata, anche perché non si poteva escludere il partito di sinistra dell’Est, lì fortemente rappresentativo. Da quel varco è entrata poi anche l’AfD. L’articolo è stato poi modificato per consentire una sanzione più soft, escludere i partiti estremisti dal solo finanziamento pubblico.